Il dr. Gaggero, Psicoterapeuta infantile,  aiuta i suoi pazienti ad affrontare tutti i disturbi e le problematiche che possono insorgere durante lo sviluppo e nell'adolescenza.

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PRESTAZIONI

disturbi adolescenza

Cos'è la neuropsichiatria? E' quella branca della medicina che si occupa dello sviluppo psicomotorio e delle sue difficoltà, contribuendo alle valutazioni e gli interventi nelle condizioni di disabilità neuropsichiatrica in età evolutiva. Il dr. Gaggero è medico specialista in neurologia e psicoterapia, e vanta una lunghissima esperienza nel settore.

PSICHIATRA DELL'ETA' EVOLUTIVA

disturbi sviluppo psicologico

In generale i suoi campi di interesse sono:

  • ritardo mentale
  • disturbi dello sviluppo psicologico
  • disturbi dell'apprendimento
  • disturbi del linguaggio
  • autismo infantile e psicosi dell'età evolutiva
  • disturbi del comportamento alimentare (anoressia e bulimia in età evolutiva)
  • depressione nell'infanzia e nell'adolescenza
  • disturbi della personalità nell'infanzia e nell'adolescenza
  • disturbi del comportamento, dell'emotività e del funzionamento sociale
  • scompenso adolescenziale
  • disturbo di regolazione

I problemi di sviluppo del bambino e dell'adolescente: come aiutare i bambini e gli adolescenti in difficoltà.


Lo sviluppo psicologico inizia già prima della nascita e si suddivide in diverse fasi:
nei primi anni di vita il bambino impara a muoversi, a parlare, a entrare in contatto con gli altri, a controllare le funzioni del corpo (alimentazione, sonno, sfinteri).
Dopo i tre anni inizia a entrare “in società”, a stabilire rapporti con i coetanei, ad apprendere informazioni nuove ogni giorno.
Arrivato all'età di 12-13 anni entra in adolescenza, periodo nel quale diventa una persona autonoma, con le sue idee, i suoi interessi, i suoi desideri sessuali.
Ogni funzione può svilupparsi regolarmente oppure con difficoltà di diverso livello: riconoscere rapidamente tali problemi è indispensabile per comprendere e dare un aiuto adeguato. I modi per aiutare i nostri figli sono diversi (stimolazione riabilitativa, supporto psicologico, intervento educativo, farmaci), sempre utili per migliorare la qualità della vita, richiedono sempre la collaborazione e il coinvolgimento della famiglia. Di fronte a ogni dubbio relativo al benessere dei minori è necessario chiedere aiuto e “togliersi i dubbi”, che fanno sempre male.

 

ALCUNI ARGOMENTI DI INTERESSE GENERALE

 

La crisi adolescenziale

 

Perchè vostro figlio (o vostra figlia), che è stato un bambino tranquillo fino a 11-12 anni quasi improvvisamente diventa chiuso, scontroso, ribelle, qualche volta triste, altre volte inspiegabilmente allegro? Si dice che diventa un adolescente. Ma cosa vuol dire? L'adolescenza è diventata una parola “magica”, che spiega e giustifica tutto. In realtà non è così, l'adolescenza è un periodo della vita, come altri, complesso e difficile, ma non comporta di per sé gravi disturbi del comportamento e delle emozioni. Non si possono accettare importanti disturbi psicologici solo perchè si osservano in fase adolescenziale. E' vero però che in questo periodo della vita emergono più frequentemente importanti disturbi psichici (ansia, fobie, disturbi bipolari, abuso di sostanze etc). Questo dipende da fattori biologici (lo sviluppo del cervello), ormonale (la pubertà sessuale), psicologici (il passaggio dalla fase di crescita alla vita dell'adulto), sociali (l'origine dell'identità personale). Non tutte le modificazioni della vita in adolescenza sono una manifestazione patologica, ma non si possono considerare tutti i cambiamenti solo come una manifestazione transitoria e non significativa.

E' sempre necessario fare una diagnosi chiara e definita, che metta in evidenza i fattori di rischio, senza però creare paure e sfiducia. Vi sono molte possibilità di intervento, alcune anche molto semplici e di rapida realizzazione. Soprattutto si deve sempre mantenere la fiducia nelle possibilità di cura ed evitare la tendenza alla rassegnazione, al distacco, alla rinuncia.

Mio figlio va male a scuola

In questi ultimi anni ho potuto verificare che solo una minoranza degli studenti (a partire dalle scuole elementari sino alle medie superiori) frequenta la scuola con successo, senza problemi e con soddisfazione (arrivo a ipotizzare un 20-30%).

La maggioranza mostra difficoltà di vario tipo: a) problemi di apprendimento di lettura, scrittura e calcolo nei primi anni della scuola elementare; b) difficoltà ad accettare le regole della scuola con tendenza all'instabilità attentiva e all'iperattività; c) segni di disagio nel rapporto con i coetanei (isolamento, bullismo, aggressività); d) un elevato stress e affaticamento, che determina disturbi somatici (mal di testa ad es.) e sintomi di ansia (con sempre più frequenti fobie scolari, che conducono spesso all'abbandono della scuola); e) in adolescenza fallimenti e crisi di demotivazione (“a che cosa serve poi studiare? Intanto non c'è futuro per nessuno”)

Non stupitevi quindi se vostro figlio ha dei problemi a scuola; si può e si deve cercare di individuare il problema (ivi comprese le carenze educative della scuola stessa), di comprendere il ragazzo e di cercare delle soluzioni concrete. In alcuni casi la difficoltà scolastica è l'espressione di un disagio psicologico, che deve essere trattato, altre volte i fattori determinanti il problema sono esterni. L'intervento prevede il coinvolgimento del ragazzo, della famiglia, della scuola e di operatori specializzati nel sostegno pedagogico.

Come devo educare mio figlio?

Questa antica domanda viene oggi riproposta con intensità e preoccupazioni molto accentuate. Da molti decenni ormai i modelli educativi classici sono stati criticati e abbandonati (anche se persistono ancora oggi ambiti famigliari, nei quali vengono riproposti in modo rigido, creando un “bel mondo antico” un po' isolato e anacronistico, che mette i ragazzi in conflitto con la realtà esterna). La maggioranza dei genitori non ha un modello educativo riconosciuto e ben definito, ma subisce le influenze di diverse e talore contraddittorie proposte, finalizzate essenzialmente a garantire al minore il successo sociale. L'efficientismo, la competitività, la meritocrazia, il tecnicismo esasperato sono anche gli slogan proposti ogni giorno dalla scuola, che si propone in modo compulsivo di riformarsi continuamente (ormai da più di 50 anni). Il narcisismo (“amo me stesso”) e l'onnipotenza (“posso fare tutto da solo”) sono alla base di tale impostazione educativa. Accanto a questi principi, che esaltano l'individualità, emergono altri aspetti compensatori: un vago ecologismo, una forte valorizzazione delle emozioni (“va dove ti porta il cuore”), l'invito a una formale solidarietà.

La domanda che dobbiamo porci, come genitori e come operatori della salute mentale, è la seguente: quale tipo di educazione favorisce maggiormante uno sviluppo psicologico sereno e valido? Non esiste certamente una risposta univoca. Ma si può affermare con certezza che l'attuale educazione non è una buona soluzione; non si deve rimpiangere l'impostazione repressiva del passato, ma è necessario anche in questo capo fare ricerca. Non esasperare il mito del successo individuale e la continua ricerca di conferme del proprio “Io”. Insegnare e accettare i limiti propri della nostra condizione (quindi non onnipotenza, ma umiltà, dubbio, anche insicurezza), mantenere viva l'idea che è sempre possibile e necessario essere aiutati dagli altri, conservare sempre l'autonomia e l'indipendenza del proprio pensiero. Sono questi alcuni elementi essenziali utili per favorire uno sviluppo adeguato della personalità. Come educatori abbiamo sempre bisogno di chiedere consigli agli altri per chiarire e risolvere i nostri dubbi.

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