I disturbi dell' apprendimento

Sin dai primi mesi di vita il bambino incomincia ad apprendere; oggi già a partire di primi anni di vita il minore è inserito in comunità educative (asilo nido, scuola materna, elementari, medie), dove le sua capacità cognitive sono fortemente stimolate.


I tempi di apprendimento, le capacità cognitive, lo stile della comunicazione sono molto variabili e individuali; le richieste della scuola sono oggi molto forti e facilmente il minore può incontrare difficoltà, incorrere in insuccessi con conseguenti perdita di autostima e senso di fallimento.
Pertanto è necessario riconoscere precocemente eventuali difficoltà per evitare inutili frustrazioni e fornire un adeguato aiuto riabilitativo e pedagogico.


Nei primi anni di vita, le difficoltà più frequenti sono relative alle funzioni motorie, al linguaggio, alle capacità grafiche e spaziali (disegno, costruzioni), al controllo dell'attenzione (bambini molto distratti e iperattivi).
A partire dall'età scolare, le difficoltà di lettura (dislessia), di scrittura (disgrafia, disortografia) e di calcolo (discalculia) sono quelle più spesso evidenziate; un intervento riabilitativo precoce è essenziale per un recupero efficace. La scuola deve essere aiutata a riconoscere le difficoltà per comprendere e intervenire correttamente.

I disturbi del comportamento dei bambini e degli adolescenti

Nel corso dello sviluppo, il bambino impara ad adattare i propri bisogni e desideri alla realtà esterna; esiste sempre quindi un certo conflitto tra il bambino e il suo ambiente; l'educazione si propone di trovare un equilibrio tra i bisogni dell'individuo e le norme sociali.
Già nel secondo anno di vita il bambino diventa oppositivo rispetto alle prime norme educative (ad esempio il controllo dell'evacuazione), poi incontra le regole del gruppo (famiglia, scuola, sport) fino all'adolescenza, quando i propri impulsi (sessuali, aggressivi) devono essere modulati in rapporto alle esigenze della vita sociale.

Spesso quindi il minore manifesta difficoltà di adattamento: bambini iperattivi, ribelli, oppositivi e provocatori; adolescenti arrabbiati e impulsivi o chiusi e isolati; comportamenti a rischio ( violenza, devianza, abuso di alcol e di sostanze). L'educazione prevalente oggi è apparentemente permissiva, ma al tempo stesso tende a non considerare adeguatamente i bisogni dei minori, a delegare al di fuori della famiglia (scuola, istituzioni, mass media) i compiti di formazione della personalità dei giovani. In tutti questi casi è necessario un intervento di sostegno ai genitori e di mediazione con i ragazzi; questi devono trovare una guida autorevole e serena, capace di dare dei limiti ma anche di comprendere le loro sofferenze interne.

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