Allattamento e conseguenze sulle abitudini dei bambini

  • Autore: GAGGERO ROBERTO
  • 06 nov, 2017
allattamento di un neonato

Il nutrimento è una delle prime forme relazionali attive con cui il bambino si cimenta sin dalla nascita. Attraverso di esso, il neonato entra in contatto con il mondo, imparando ad apprezzarne e decodificarne le sollecitazioni.

Semplificando molto, possiamo affermare che l’allattamento è il primo processo di alfabetizzazione emotiva e relazionale cui un individuo viene sottoposto nei primi mesi di vita. Tale processo è stato oggetto, nel corso degli anni, di una notevole mole di studi accademici.

In ultima analisi, l’allattamento al seno materno rafforza, consolida e personalizza il rapporto tra il bambino e la madre, attraverso una forma di contatto peculiare, che si connota come esclusivo e inimitabile. Detto in altri termini, ogni madre e ogni figlio stabiliscono un rapporto unico, che è soltanto loro e obbedisce a prassi interne (di contatto, prossemica, postura, ma anche sensoriale) non replicabili.

Da questo primo approccio con l’altro da sé, l’individuo desumerà negli anni il modo di rapportarsi con il resto del mondo.

I vantaggi dell'allattamento materno

Accanto all’aspetto, per così dire, formativo, l’allattamento al seno porta con sé dei valori puramente biologici e nutritivi.

È stata l’Organizzazione Mondiale della Sanità a sancire la superiorità di tale nutrimento nei primi anni di vita rispetto all’allattamento artificiale.

Nello specifico, all’allattamento materno sono stati riconosciuti i seguenti vantaggi:

  • Il latte materno contiene il perfetto equilibrio fra nutrienti necessario a un’alimentazione bilanciata del bambino;
  • L’allattamento al seno costituisce la prima immunizzazione del bambino;
  • Correlato a quanto appena affermato: l’allattamento al seno denota una maggiore protezione dei neonati da patologie quali malattie respiratorie, gastroenteriti e otiti in generale;
  • Infine, il latte materno rende meno probabile l’insorgenza di allergie e lo sviluppo di forme di obesità.

Anche la madre trae dei benefici dall’allattamento, tra i quali rientrano:

  • Ridimensionamento dell’utero dopo il parto;
  • Riduzione dei pericoli di tumori alla mammella e all’utero;
  • Riduzione delle probabilità di ammalarsi di osteoporosi;
  • Dimagrimento progressivo e naturale;
  • Prevenzione dei rischi di cadere in una depressione post-parto.

Un legame esclusivo

Abbiamo già accennato al processo di alfabetizzazione emotiva cui il bambino è sottoposto a partire dalla nutrizione. Ebbene, tale processo è bilaterale e coinvolge anche la madre.

Trovare un’armonia e una sintonia tra le due entità e i reciproci ritmi vitali è il primo passo verso l’instaurazione di quel rapporto esclusivo tra madre e neonato di cui abbiamo già parlato. In genere, una madre impiega poco meno di una settimana per riconoscere i segnali inviati dal bambino, purché il suo rapporto con quest’ultimo non subisca interferenze da parte di agenti esterni e, per così dire, cattivi consiglieri.

A questo si somma la naturale ansia materna nei confronti dei bisogni del figlio, elemento che la induce a tradurre ogni minimo segnale proveniente da quest’ultimo, ad esempio il pianto, in un reale bisogno. Evidentemente non è così e una delle prime conquiste di una neomamma sarà l’indipendenza dalle manifestazioni plateali di irrequietudine del bambino.

Se invece, al contrario, la mamma ne diverrà succube, il risultato sarà lo sviluppo nel neonato di un’indole capricciosa, incline a pretendere la soddisfazione di ogni desiderio a prescindere da una reale necessità.
Autore: GAGGERO ROBERTO 06 nov, 2017

Il nutrimento è una delle prime forme relazionali attive con cui il bambino si cimenta sin dalla nascita. Attraverso di esso, il neonato entra in contatto con il mondo, imparando ad apprezzarne e decodificarne le sollecitazioni.

Semplificando molto, possiamo affermare che l’allattamento è il primo processo di alfabetizzazione emotiva e relazionale cui un individuo viene sottoposto nei primi mesi di vita. Tale processo è stato oggetto, nel corso degli anni, di una notevole mole di studi accademici.

In ultima analisi, l’allattamento al seno materno rafforza, consolida e personalizza il rapporto tra il bambino e la madre, attraverso una forma di contatto peculiare, che si connota come esclusivo e inimitabile. Detto in altri termini, ogni madre e ogni figlio stabiliscono un rapporto unico, che è soltanto loro e obbedisce a prassi interne (di contatto, prossemica, postura, ma anche sensoriale) non replicabili.

Da questo primo approccio con l’altro da sé, l’individuo desumerà negli anni il modo di rapportarsi con il resto del mondo.
Autore: GAGGERO ROBERTO 16 ott, 2017

È tra gli effetti collaterali più tristemente noti dello sviluppo delle nuove tecnologie, nonché uno dei timori principali degli adolescenti di oggi. Per essere chiari, più della tossicodipendenza, delle molestie sessuali da parte di adulti e del pericolo di contrarre malattie sessualmente trasmissibili.

È il cyberbullismo, ovvero la versione digitale del bullismo, un fenomeno che a causa della sua propagazione è divenuto oggetto di analisi e speculazioni retoriche non sempre utili a capirne le cause e il modo di propagarsi.

Il bullismo in alcuni ambienti – ad esempio quello scolastico – esiste praticamente da sempre, pur avendo assunto, a seconda delle epoche e dei contesti culturali, forme e modalità differenti.

Il cyberbullismo ha indotto in esso una sorta di orizzontalità, nel senso che lo ha reso capace di propagarsi in qualsiasi direzione, bypassando la necessità di compresenza nel medesimo luogo fisico dei due attori principali (chi perpetra e chi subisce l’atto di bullismo); inoltre ha allargato a dismisura il raggio d’azione e la misura della propagazione dei gesti di emulazione.
Autore: GAGGERO ROBERTO 06 set, 2017

La fase infantile e quella adolescenziale sono due periodi delicati nella vita dei propri figli. Seguirli nella corretta maniera risulta fondamentale, sia per stabilire con loro un buon rapporto, che per valutare il loro corretto comportamento tra scuola, casa e amicizie. Nella realtà di oggi, tuttavia, la tecnologia gioca un ruolo fondamentale, e finisce per influenzare anche la comunicazione tra i giovani. Smartphone, computer, tablet e televisione sono strumenti il cui utilizzo deve essere controllato, in quanto può facilmente sfociare in abuso e, successivamente, in dipendenza cronica.

Quando si parla di dipendenza, non ci si riferisce solamente a quella da alcool, tabacco o farmaci: infatti esiste una categoria particolare, che si definisce dipendenza da non sostanze, la quale può rivelarsi ugualmente pericolosa se non individuata e controllata a dovere con l’aiuto di esperti del settore. Ci riferiamo in particolare alla dipendenza dai media e dagli strumenti tecnologici, che ricoprono un ruolo preponderante nel mondo della comunicazione di oggi, anche e soprattutto tra i giovani.

Autore: GAGGERO ROBERTO 16 ago, 2017
Nonostante sia ancora di utilizzo comune, il termine "autismo" risulta abbastanza generico e obsoletoconsiderando i passi avanti compiuti nella conoscenza del disturbo al giorno d’oggi. Nonostante siano numerose le varianti dello spettro autistico non ancora definite clinicamente, questo disturbo è infatto distinto in svariate tipologie, ciascuna con caratteristiche più specifiche.

L'autismo è una sindrome piuttosto complessa, che si basa su disordini di natura biochimica e fisiologica, che danneggiano l’aspetto cognitivo e relazionale dell’individuo che ne è affetto. Questo disturbo pervasivo si manifesta nel corso dello sviluppo, solitamente intorno al secondo o terzo anno di vita. Diagnosticare l’autismo in una fase precoce può rivelarsi estremamente utile per garantire un intervento medico adeguato al caso.

Essere affetti da una forma di autismo comporta dei disturbi a livello comportamentale, di interazione sociale e di comunicazione. L’assenza di risposta – verbale e non verbale – e l’ isolamento dal mondo, sono gli effetti più evidenti di questo disturbo.
Autore: GAGGERO ROBERTO 13 lug, 2017

La fase dell’adolescenza rappresenta una sorta di sfida, sia per i genitori che per i figli. Questa fase delicata della vita di ogni individuo è estremamente personale e complicata, influenzando decisamente la personalità e il corretto sviluppo della maturità.

Per affrontare l’adolescenza e la preadolescenza dei nostri figli avremo bisogno di molta pazienza e qualche consiglio, per farci ascoltare e mantenere la fiducia e il rispetto reciproco.
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